Bene Signori,
Ecco il mio primo post dedicato ai musicisti ed agli addetti ai lavori in generale. Spero di essere chiaro e preciso. Se per caso dovessi scrivere inesattezze vi prego di farmele presenti! Ma passiamo subito a questo termine, “Mastering”, così sulla bocca di tutti… Che cos’è effettivamente? Quando serve? Dove si fa?
Il Mastering è, e rimane ai più, la parte più sconosciuta della produzione “pratica” di un disco; è forse la fase che apparentemente sembra essere la più inutile quando invece è da considerarsi il tocco finale, quel qualcosa in più che alla fine dei giochi è in grado di fare la differenza (in bene ed in male) sul sound complessivo di un proggetto. In Mastering generalmente si lavorano le canzoni non più in multitraccia bensì sui due canali Left e Right risultati dal mixdown.
Facciamo un esempio: un artista scrive le sue canzoni, si decidono gli arrangiamenti, poi col gruppo si va in studio (balle! oggi si va in sala prove!) si stendono le tracce “pilota” che serviranno da guida nelle prime fasi del lavoro, si registrano gli altri strumenti (batteria, basso, chitarre, tastiere, voci, ecc.), si fà il mix dei brani e si butta il tutto su cd. NO! SBAGLIATO! Manca un passaggio: il Mastering.
Una volta che il mix degli strumenti viene realizzato e curato affinchè suoni bene non si possono stampare i cd fino a che non si siano messe a posto alcune questioni.
In Mastering si determina anzitutto la scaletta di un cd: un mastering engineer sa per esperienza quale sia l’ordine più opportuno da scegliere e consiglia di conseguenza la produzione (sempre che la produzione non sia portata avanti da persone così competenti da conoscere le esigenze di mercato ed imporre una sua scelta).
Poi con l’utilizzo di equalizzatori e compressori dedicati a questo scopo ( non con il bheringeer per intenderci, ma con 3 o 4000 euro a macchina) si mttono a posto quei difetti sonori di cui in mix non ci si è resi conto. A questo punto occorre una precisazione: nelle regie ( non le sale prove…) dedicate al lavoro di mix è necessario un ascolto quanto più lineare possibile per evitare che delle colorazioni timbriche delle casse (monitor) o dell’acustica della stanza inficino il mix; la regia neutra consente un omologazione del suono del disco che verrà riprodotto in centri commerciali, impianti domestici, car hi-fi, radio, ecc. La regia “colorata” timbricamente no.
Altra cosa da dire è che per quanto la costruzione di una regia dall’acustica neutra sia pressochè identica per gli studi di mix e quelli di mastering, i monitor (casse) che si usano in mix costano 1000-5000 € grosso modo mentre quelle utilizzate in Mastering possono arrivare anche ai 20.000 euro o oltre! La differenza tra i due ascolti sta nella definizione e nella risposta lineare. In mix serve molto “volume”, molta pressione sonora perchè si sta lavorando creativamente ed è magari necessario ascoltare in piena! In mastering si va a lavorare sul pelo e, con la definizione necessaria, si è in grado di intervenire anche su quei difetti di ascolto dovuti ai monitor o ad una acustica non flat della regia di mix.
Oltre ai difetti timbrici dovuti ad acustica e monitor in questa fase si possono rimettere a posto alcuni errori del mix engineer derivati dall’uso troppo spinto dei compressori di dinamica sul mix totale delle tracce ed, in parte ed in maniera molto grossolana, si possono addirittura far suonare più forte o più piano alcuni strumenti che non si sposano bene col’insieme e dei quali non ci si era accorti (il tutto lavorando unicamente sull’audio generale L ed R e non sui singoli strumenti!).
Va ricordato infatti, per quanto banale possa sembrare, che NON è possibile, se non in circostanze assolutamente particolari e di mix non troppo complessi, estrapolare e separare gli strumenti da una registrazione stereo: non c’è modo di isolare la batteria da basso e chitarre partendo dal mixaggio stereo!!!

2 responses so far ↓
1 ok // set 25, 2008 at 8:15 am
good site tkcmrx
2 Loris // feb 28, 2010 at 9:29 am
Finalmente mi hai illuminato sul mastering!!
Grazie!
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