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Confronto: Orange AD30TC del 2006 con Marshall 6101 Anniversary del 1993 -1994

febbraio 11th, 2009 · 2 Comments

Amplificatori “BRITISH” a confronto:

Oggi vorrei parlarvi dei due amplificatori che contribuiscono a
spaccare i timpani del vicinato:

Orange AD30TC del 2006 e Marshall 6101 Anniversary del 1993 -1994.

Due amplificatori di uguale nazionalità ma di stampo completamente
diverso. Cercherò di essere più obiettivo possibile, e quindi la
sparo subito: a me piace più l’Orange, ma non posso fare a meno del
Marshall!

L’AD30TC è un combo in classe A a 2 canali completamente
indipendenti, monta 2 coni Celestion Vintage 30 ed eroga una
potenza massima di 30 Watt.

Il Marshall 6101 è un combo in classe A/B a 3 canali completamente
indipendenti, monta 1 cono Celestion G12-Gold S303 (ma ho comprato
la sua cassa aggiuntiva 6912 che monta lo stesso cono del combo) ed
eroga una potenza massima di 100 Watt.

Cosa fa pendere l’ago della bilancia in favore dell’uno o
dell’altro?

Beh l’Orange è molto intuitivo nell’utilizzo: GAIN – TREBBLE –
MIDDLE –BASS – VOLUME per ognuno dei 2 canali, cambio canale sia
direttamente dall’amplificatore sia da un footswitch (non incluso
nella confezione!), niente send/return, niente special features,
solo il puro suono di 4 ecc83 e 4 el84. Il suono è quello che ci si
aspetta da un ampli di stampo british, cioè riserva di pulito quasi
nulla (se per pulito intendiamo un Fender o un Hiwatt, che hanno un
suono pulito e cristallino anche ad alti volumi), ma un gran suono
“sporco”, aggressivo, che buca il mix sempre e comunque,
sensibilissimo alla dinamica, ai pickup, allo stile del
chitarrista. Il crunch/distorsore è il classico suono Hard Rock,
dai Led Zeppelin ai Deep Purple, fino alla musica Grunge, Noise,
certamente non Metal o NewMetal ma compatibile con un sacco di
generi musicali.

“Mangia” benissimo i pedali, soprattutto distorsioni e modulazioni
di stampo “vintage”. Per la mancanza di send / return delay e
riverberi devono essere inseriti nell’input, quindi risulteranno
anch’essi “sporchi” e non ben definiti, ed inoltre questa mancanza
preclude l’utilizzo ottimale con la stragrande maggioranza dei
multieffetti a rack.

Il Marshall è, come progetto costruttivo, agli antipodi:
innanzitutto ha 3 canali: clean, cruch e lead con pedaliera
inclusa. Ha un manuale da shuttle della NASA e necessita di essere
studiato per capirne le possibilità. Il suono del canale clean è
tutto fuorchè Marshall o British, infatti rimane pulito anche a
volumi da denuncia (e qui il cono sovradimensionato aiuta un
sacco), il canale crunch va dal Marshall JTM45 tirato a palla, al
1959 Super Lead fino ad un territorio da distorsione del JCM900. Il
canale Lead (che è quello che mi piace meno) ha una riserva di gain
mostruosa, dall’Hard Rock all’Heavy Metal, o anche al New Metal con
un buon equalizzatore a dare una mano.

Intendiamoci subito: i due canali crunch e lead non sono
ultrasensibili alla dinamica ed al volume della chitarra come
l’Orange, cioè il crunch non si pulisce fino al pulito se abbassi
il volume della chitarra… diciamo che la filosofia è quella di un
pedalino di stampo “medio”, cioè fa il suo lavoro bene ma non
chiedete l’impossibile (al contrario del Fulltone OCD, per esempio,
che anche se è un pedalino si comporta come un buon ampli a
valvole, che passa dal pulito alla distorsione in base al volume
dell’esecuzione). Il suono è buono, ma non “buca il mix” come
l’Orange. Il mio collega bassista dice sempre: il tuo Marshall
suona bene, ma l’Orange è da orgasmo!

Ma allora perché usare il Marshall? Perchè è versatilissimo: il
canale clean si interfaccia abbastanza bene con i pedalini, ha 2
send/return: uno seriale ed uno con lo switch per scegliere se
seriale o parallelo, ha la possibilità di passare da 100w a 50w e
poi a 25w, ha un’uscita per entrare nel mixer direttamente
corredata da una bella simulazione di cassa, ha il cambio canali
midi, il suono può essere modellato in ogni sua sfaccettatura
grazie alla impressionante quantità di parametri regolabili. E’
nato per essere usato con multieffetti di ogni tipo, secondo me è
il massimo per un chitarrista poliedrico che vuole molti suoni
diversi in poco spazio. Con la cassa aggiuntiva inoltre migliora
notevolmente la resa sonora.

Io prediligo utilizzare l’Orange con Stratocaster e Telecaster, ed
il Marshall con Gibson e similari, in quanto l’Orange con pickup HB
praticamente non ha pulito. Inoltre l’Orange lo utilizzo con la
megapedaliera, il marshall con il multieffetto…

In conclusione: l’Orange ha un range di utilizzo limitato ma suona
da Dio, il Marshall non fa gridare al miracolo ma fa abbastanza
bene tutto… ardua scelta… infatti li ho entrambi!!!

Se hai domande sono a disposizione!

Tags: Chitarra Elettrica

2 responses so far ↓

  • 1 Fabrizio Schifano // feb 11, 2009 at 7:32 pm

    Ciao suoni in due gruppi diversi con generi diversi o usi il Marshall o l’Orange indifferentemente?

  • 2 Davide // feb 12, 2009 at 8:21 am

    suono indifferentemente con l’uno o con l’altro, dipende dalla serata, dal locale, da come mi sono svegliato la mattina! scherzi a parte sono due ampli diversi ma utilizzabili nello stesso ambito! dopotutto ho visto i Linkin Park suonare con amoli Roland a Transistor, alcuni bluesman suonare con Mesa ecc… l’importante è il suono che ci tiri fuori…

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