Ieri sera ho lavorato come fonico in un piccolo auditorium di
Gorizia. Lo spettacolo era un misto di prosa e canto lirico, il tutto
accompagnato da una notevole chitarra classica.
N. totale di mic : 2
Niente di particolarmente complicato: un radio microfono
ad archetto per Claudia, la cantante (ed attrice), ed un condensatore
per la chitarra.
Ho deciso di scrivere un articolo sulla serata di ieri perchè mi sono
imbattuto in un paio di questioni tecniche interessanti.
Innanzi tutto la gestione della voce: Claudia Vigini ha davvero
un’emissione degna di nota che, nel contesto, era alternata a
momenti di bisbiglio integrati nel racconto.
Soluzione: usare un compressore per diminuire la dinamica oppure…
Una dinamica davvero ampia da gestire rigorosamente senza
compressore: in linea teorica sarebbe stato possibile livellare la
dinamica in maniera che la compressione non intervenisse sui
bisbigli mentre limitasse pesantemente i fortissimi, ma
preferibilmente la compressione è da evitare in contesti classici,
come ad esempio la voce nella lirica, nell’ottica di mantenere il
più naturale possibile il suono (impianto permettendo).
Il suo utilizzo potrebbe infatti snaturalizzare e rendere troppo
artificiosa l’esecuzione vocale (effetto che per altro viene invece
sfruttato nelle sonorità della musica rock, pop, ecc).
Unica possibilità?
Fare il fonico “alla vecchia” e seguire le parti
con il fader del mixer.
Non è semplice se non hai ben in mente la sequenza di avvenimenti,
rischi di ritrovarti con il fader a 0 dB durante un fortissimo
improvviso assordando la platea circostante… Ad ogni modo, lo
spettacolo è andato benissimo e, a parte qualche lievissima
sbavatura di livello, tutti contenti, nessuno assordato e bisbigli
udibili perfettamente con un bel + 10 sul fader!
Ho invece notato come un -10/-15 fosse perfetto per rimanere in
sintonia con il livello statico settato per la classica durante le
canzoni popolari vere e proprie.
Questione 2: la microfonazione della chitarra classica.

Per la classica ho utilizzato il mio bel AKG c 414 TL.
Purtroppo, dal momento che Claudia si muoveva parecchio sul palco,
non è stato possibile microfonare ad una distanza corretta in modo
da riprendere l’intero strumento (soluzione che avrebbe comunque
portato con sé maggiori problemi di larsen con l’amplificazione).
Ho optato quindi per una close miking all’intersezione tra cassa ed
inizio del manico a 30 cm di distanza.
In un primo momento il suono è risultato essere un pò troppo sordo
e cupo ma, dopo aver direzionato leggermente la capsula microfonica
in direzione del ponte ed aver eliminato leggermente le medie con
una leggerissima equalizzazione la chitarra ha ripreso vita.
Nella mia mente bacata mi è passata l’idea (e ci è rimasta per
diversi minuti) di utilizzare un gate sul canale della chitarra per
ridurre al massimo l’interazione del 414 con il palco, pilotato
però da un segnale sidechain prelevato dal jack della classica.
Soluzione astrusa, canali in più, di box… per fortuna che la
classica non aveva il mic integrato!!!
Il discorso sidechain lo riprenderemo nel dettaglio in un altro post.
Ultimo accenno interessante sul settaggio dei livelli.
L’amplificazione era così organizzata:
microfoni > mixerino mio > mixer auditorium > impianto.
1) Equalizzazione dell’impianto (alla veloce):
L’impianto di questo auditorium è a mio avviso tarato malissimo.
C’è un eq grafico stereo subito prima degli ampli ma confrontando
il suono gradevole della voce in cuffia nel mio mixerino ed il
suono in platea ho subito notato un rigonfiamento sulle basse
frequenze e dei problemoni sulle medio alte.
Andare a toccare i loro settaggi senza permesso non mi sembrava
un’ottima idea e, dopo tutto, che ognuno si tari gli impianti
propri! E poi non avevo il tempo per mettermi a fare le cose per
bene.
Ho perciò deciso di ritoccare l’equalizzazione sul canale del mixer
a valle del mio così da non dover intervenire per una correzione di
“master” su entrambi i miei microfoni: una sorta di contro
equalizzazione per lasciarmi un minimo di libertà creativa in più
sul mio mixerino.
Ma tutte queste equalizzazioni… non si potevano evitare?
Probabilmente sì con un minimo di calma in più avrei potuto
lasciare flat il canale del mixer residente e ritoccare l’eq di sala,
ma in una situazione nella quale l’impianto è inadeguato
già in partenza, ha senso secondo te farsi sti problemi?
“Chi ha orecchi per intendere intenda…”
2) Livelli:
Ho deciso di partire dai pianissimi: ho chiesto a Claudia di
eseguire delle parti recitate con un filo di voce come avevo
sentito sabato a prove. Il livello ottimale che rendesse il parlato
intelleggibile e chiaro avrebbe determinato così la posizione del
mio fader nei bisbigliati.
Poi è stata la volta del parlato “normale”. Una volta individuato
il giusto livello e segnata la posizione n 2 del fader ho chiesto
che venisse aggiunta la chitarra in sottofondo (come avveniva
spesso durante lo spettacolo) e questo mi ha permesso di
individuare il livello statico corretto della chitarra che non
avrei più modificato durante tutto lo spettacolo: l’escursione
dinamica della classica è decisamente inferiore a quella della voce
umana ed il chitarrista in questione, Giulio, è abilissimo a
gestire la propria escursione in funzione del contesto sonoro.
Dopo di che ho chiesto che venisse eseguita una canzone con varie
dinamiche che mi avrebbe consentito di prendere nota del livello
adatto della voce durante le canzoni (ovviamente il più basso di
tutti) in funzione del giusto rapporto con la chitarra.
Presi i punti di riferimento visivi è stato abbastanza semplice
seguire tutto lo spettacolo muovendo un unico fader non a casaccio…
Concludendo si può dire che, certo, questo è un caso limite, ma tutte queste
considerazioni diventano applicabili anche quando abbiamo a che
fare con dei gruppi audio di un mixer nei quali batteria, basso e
chitarre sono abbastanza statici mentre voce e tastiere (o altri
strumenti con maggior dinamica) devono essere tenuti d’occhio.
A presto!
Francesco

9 responses so far ↓
1 chitarra2001 // feb 11, 2009 at 6:41 pm
Grazie mille, penso pure io che sono cose molto interessanti. Quindi siamo in attesa di un vostro riinizio.
Ciao alla prossima.
2 RENATOMOZART // feb 11, 2009 at 7:30 pm
Ciao come al solito i tuoi post si rendono più che interessanti e di ottima qualità…complimenti ancora! A presto, Renato
3 Mat // feb 12, 2009 at 9:24 am
Ciao,
gran bell’articolo…
…sarebbe molto interessante anche il discorso del sidechain che pilota un gate!
Mat
4 Leo Ford // feb 12, 2009 at 9:49 am
Tutto davvero interessante e si denota anche la passione dell’Autore/fonico nel fare il suo lavoro. Personalmente ho due domande
1-Ma dopa aver individuato i livelli più bassi di entrambe le fonti sonore, adoperare il Bus (alt 3-4) per rispettare le proporzioni ma adoperando un solo Fader, magari per via delle diverse dinamiche che una chitarra ed un voce nello stesso momento devono avere (ma non credo…).
2- che tipo di Mixerino hai usato? Cioè quanto “Mixerino” era?
CIAO
LEO
5 admin // feb 12, 2009 at 10:32 am
Ciao Leo!
In questo particolare caso non c’era necessità di utilizzare un fader unico per modificare il livello di più fonti simmultaneamente. Ho operato con la precisa volontà di trovare il giusto livello STATICO della classica per avere la certezza di non doverlo più ritoccare durante lo spettacolo (poichè dalle prove avevo capito che era una strada percorribile) mentre invece sapevo che l’escursione della voce poteva toccare i 60 dB e che quindi, nell’ottica di equilibrare i livelli, sarebbe stato necessario utilizzare il fader.
Hi, hi, hi… era un behringer!
E’ quello che sono riuscito a trovare senza spese di noleggio. Certo, non ci puoi registrare un disco, ma ottimizzando il rapporto segnale rumore sono riuscito ad evitare al massimo il rumore di fondo e, nel particolare contesto, è andato più che bene!
D’altra parte l’ho utilizzato anche come bus per mixare rullante up e down ed i 3 toms su 1 traccia in questa rec dal vivo.
http://www.myspace.com/bluesmobileband
Non sempre le soluzioni più adatte e percorribili sono le meno economiche…
6 Leo Ford // feb 12, 2009 at 11:11 am
…mmm alto livello!
Potresti illuminarci su come hai operato l’ottimizzazione del segnale con il rumore di fondo? E poi secondo te , è vero che il reale difetto dei Mixer Made in China sia quello che a caldo si sfalsano tutti i parametri?
Magare se credi che sia fuori tema…apriamo una dusussione dedicata…
Ancora ciao!
LEO FORD
7 Smilzo // feb 12, 2009 at 11:42 am
Che idea, controequalizzare i mixer di sala! Grandiosa! Non capisco come facciano a convivere per anni artisti, tecnici & pubblico con l’acustica di certe sale… pensi che pochi interventi mirati potrebbero migliorare la situazione? Oppure sale grandi richiedono grandi interventi?
8 Aldus // feb 12, 2009 at 9:41 pm
sidechain????cose??????
oi raga qui si usano paroloni…
io mezzo chitarrista e mezzo fonico…non ci capisco più niente????
cos’è???
comunque geniale contro bilanciare l’equalizzatore…
a volte lo faccio anche io con la chitarra quando voglio i bassi più bassi alzo molto sul preampli della chitarra e poi taglio sull’ampli….
9 Dave // mar 31, 2009 at 8:04 am
A mio parere sarebbe stato tutto più semplice con l’uso dei VCA..chiaramente la behringer non li monta che io sappia..ma sarebbe l’ideale per seguire una sorgente col fader!Ad ogni modo ottima scelta nell’usare il fader piuttosto che un compressore;soprattutto nel caso della voce..un compressore avrebbe forse “schiacciato” troppo la dinamica e l’avrebbe resa noiosa!bell’articolo!
Dave
Leave a Comment