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Didattica musicale: intervista a Lelio Padovani

febbraio 12th, 2009 · 7 Comments

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Lelio Padovani é nato e vive a Parma, dove dirige con Khaled Abbas
e Nicola Denti la sede locale del Modern Music Institute. Ha
iniziato a suonare in giovane età dedicandosi per un breve periodo
al basso elettrico ed alla batteria, prima di scegliere
definitivamente la chitarra elettrica.

Inizialmente autodidatta, in seguito ha studiato con Alex Stornello.
Il suo interesse per la registrazione lo ha spinto a frequentare il
corso per Sound Engineer / Tecnico del Suono presso gli studi
Fonoprint di Bologna tenuto da Maurizio Biancani; per approfondire
lo studio dello strumento ha frequentato il “National Guitar
Workshop”, una scuola chitarristica negli Stati Uniti, dove ha
studiato con Harry Jacobson e Chris Amelar.

Nello stesso periodo alcuni suoi brani strumentali sono stati
recensiti su Guitar World da Mike Varney.

Ha in seguito collaborato con le riviste chitarristiche Chitarre ed
Axe ed ha fatto da interprete ad alcune clinic di noti artisti
americani quali Jennifer Batten, David Garibaldi e Rocco Prestia,
Steve Morse, Paul Gilbert.

Nel 1995 ha fatto parte dell’orchestra di chitarre nella
performance milanese di “An Angel Moves Too Fast To See” del
compositore contemporaneo Rhys Chatham.

L’uscita del primo Cd strumentale, Unknown EvolutioN, presentato
con un breve concerto al Disma 2002, ha coinciso con l’apertura
del sito web personale www.leliopadovani.com, che contiene, tra le
altre cose, diverso materiale didattico scaricabile.

Nel 2003 ha realizzato un Cd metal – progressive, A2A, con Alex
Addis (batteria) e Luigi Melegari (tastiere), sul quale ha suonato
il basso e la chitarra synth, oltre a curare la produzione.
Nel penultimo Cd strumentale, The Big Picture, ha dato un
particolare risalto alla tecnica compositiva intesa come
costruzione geometrica delle canzoni, con una cura particolare
nella realizzazione delle melodie. Il CD è stato prodotto come i
precedenti nel proprio home studio.

E’ da anni un apprezzato insegnante di chitarra rock / metal e
fusion presso diverse scuole musicali a livello nazionale (Lizard,
Accademia di Musica Moderna, Modern Music Institute); ha tenuto
diversi seminari chitarristici ed ha lavorato in sala d’incisione
come turnista ed arrangiatore in diverse produzioni. Affianca
all’intensa attività didattica una continua opera di aggiornamento
ed approfondimento attraverso lo studio e la lettura di
pubblicazioni specializzate.

Dal 2007 è presente su myspace: www/myspace.com/leliopadovani.
Ha completato nel 2007 il nuovo album strumentale “Chasing The
Muse”, prodotto come sempre nel proprio home studio, in cui le
varie influenze chitarristiche (Joe Satriani, Vinnie Moore, Eric
Johnson su tutti) vengono filtrate e rilette e confluiscono in uno
stile personale, che costruisce melodie orecchiabili ma mai banali,
grazie anche ad un background armonico ricco e sofisticato. Questo
Cd ha ricevuto una segnalazione dalla giuria del Premio MEI / Toast
2007.

Ha recentemente completato la colonna sonora del film “Il
Solitario”, lungometraggio presentato come evento speciale al
Courmayeur Noir Film Festival ed in uscita in marzo 2009.
Attualmente sta traducendo dall’inglese due libri didattici per la
Volontè (ex Carisch).
Lelio Padovani usa corde D’Orazio e casse Blackshark.

Discografia:

Unknown Evolution, Album, 2002;
A2A, Ep, 2003;
The Big Picture, Album, 2005;
Chasing The Muse, Album, 2007;
Il Solitario, Colonna Sonora, 2009.

Web:

www.myspace.com/leliopadovani

www. youtube.com/watch?v=XgR5urgR97k&feature=related
(Trailer del film “Il Solitario”)

www. youtube.com/watch?v=LAjTOUG94_4&feature=related
(Teaser del film “Il Solitario”)

www.youtube.com/watch?v=LCROoLdUHl0
(Chitarre suonate sul brano)

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Tags: Teoria Musicale

7 responses so far ↓

  • 1 Marco // feb 12, 2009 at 6:57 pm

    Vorrei porre 1domanda a Lelio per la prossima intervista:
    Quanto è importante per 1buon didatta la conoscenza delle varie tecniche sullo strumento?O ci sono altre cose più importanti che vengono prima(armonia,arrangiamento,conoscenza dei vari stili ecc.)?

  • 2 Miki // feb 13, 2009 at 12:05 am

    vorrei chiedere a Lelio la seguente domanda:
    Secondo lui , si possono ottenere buoni risultati
    mettendosi a studiare chitarra , anche ad una certa età ? diciamo dai 40 in poi?
    Grazie.

  • 3 Andrea // feb 14, 2009 at 12:27 pm

    - quanto e se è importante durante un percorso musicale e/o didattico avere chiaro un obiettivo o prefissarsi dei vari step da raggiungere?

    - al giorno d’oggi è reperibile una grande quantità di materiale didattico (tabulati, metodi ecc..) sul web o da riviste varie… ma quanto rimane importante una buona ‘guida’ (un insegnante) in mezzo a un mare di informazioni frammentarie? sopratutto per un neofita?
    grazie

  • 4 Nicola // feb 16, 2009 at 2:30 pm

    Lelio, la domanda che voglio porti é molto semplice: una volta che si sono assimilate le scale e le classiche progressioni di accordi in modo concreto, quale é il consiglio che dai per utilizzarle in modo creativo e melodico?
    Si deve solo ascoltare molta musica ed imparare dagli altri o c’é qualche altro metodo altrettanto valido?

  • 5 gianluca // feb 18, 2009 at 7:11 pm

    Io sono un chitarrista “hobby” ma che suona decentemente ( a detta di altri “molto bene”). A me piace insegnare e mi dedico in particolar modo ad insegnamento non retribuito a figli di amici e conoscenti, con risultati molto soddisfacenti.
    La mia domanda: esiste un primo diploma, studio o indirizzo dove potrei ottenere un diploma che mi permetta di insegnare in una scuola o in una scuola di musica?
    posso sapere qual’è l’iter?
    Thanks

  • 6 Antonello // feb 26, 2009 at 10:05 am

    Bella intervista Lelio ! Già ti’ conosco’ da MySpace ma leggere la tua intervista e come segui gli allievi ed insegni porseguendo comunque i tuoi studi … beh ! sei forte ;) ))

    Antonello

  • 7 Simone // set 27, 2009 at 2:02 pm

    Bella intervista. I ragazzi che capitano nelle sue mani devono essere veramente fortunati. Peccato che tra me e lui ci sia qualche centinaio di km in mezzo, altrimenti mi sarebbe piaciuto incontralo.

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