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Una nuova intervista di ScuolaSuono.com verrà realizzata
con la partecipazione di Giacomo Caliolo: questa volta andremo
alla scoperta degli step necessari ed indispensabili per portare a
termine quello che un tempo si definiva un “CD” (forse oggi,
considerando e potenzialità di distribuzione del web, sarebbe più corretto
definire “Album”, tu come la vedi?).
Quando ho chiesto a Giacomo di dirmi come avrei potuto
introdurre la sua persona ai miei lettori mi ha risposto:
“Ciao Francesco eccomi…
allora in breve ti racconto attualmente quello che
sto combinando in questo periodo. Il 14 marzo esce l’album di
Mal dei Primitives coprodotto da me, Verdiano Vera titolare dello
Studio MAIA ed etichetta discografica che pubblica il disco, e Stefano
Palumbo musicista ed arrangiatore che come me collabora con lo studio.
Quindi oltre all’insegnamento collaboro come turnista con lo studio
MAIA e con il CPM studio di Genova.
Inoltre sto scrivendo i brani per il prossimo cd dei Soundflowers(
l’ottavo) e sto per registrare il cd dei The Groovers blues il mio
gruppo di Soul-funk-blues…
Dimenticavo sto producendo artisticamente due giovani
cantanti pop: Walter Pradel e Angelo zito percui oltre agli
arrangiamenti spesso suono le chitarre ed il basso e qualche
tastierina nei brani e sto preparando i concerti…per l’estate.
spero ti siano utili queste righe.
A presto Giacomo”
e poco dopo…
“Scusami Francesco ecco qualche link……..
MusicRoom.it e SoundMagazine.it
perchè i link sono troppi…ah dimenticavo nel disco di Mal ho curato
le parti…vocali ed i cori….oltre a qualche solo rock!!”
Insomma, simpatico, forte, non ha un buon rapporto col
computer, a quanto ho capito, perciò non aspettarti
uno “smanettone” che ti da le dritte su come ottimizzare
il tuo pc, ma aspettati piuttosto una bella chiacchierata
con una persona di esperienza che sarà felice di svelarti un
pò di segreti!
Questo è il suo MySpace:
www.myspace.com/giacomocaliolo
Amicizia consigliata a tutti!
>> SCARICA DA QUI L’INTERVISTA <
Come sempre sei invitato a lasciare il tuo
commento qui sotto!


9 responses so far ↓
1 marco // feb 19, 2009 at 2:06 pm
vorrei porre 1domanda a Giacomo…”secondo tè,per un chitarrista giovane che una volta terminato(tra virgolette!)l’iter di studi(conservatorio,scuole di musica ecc)vorrebbe buttarsi nel mondo della”professione”,e quindi turni in studio,live,orchestre,tv ecc.,qual è(o quali sono..)la strada migliore da seguire??(domanda rivolta nn solo a chitarristi ma musicisti in genere)
2 andrea // feb 19, 2009 at 3:20 pm
Ciao!! volevo fare una domandina a giacomo…
L’intervista tratterà anche di etichette,major,produzione dischi..ecco…
la mia domanda è questa :
l’ etichetta ,che cosa cerca in particolare?
Un’alra cosa….è possibile che,mandando un demo (molto valido musicalmente ma non ancora registrato alla SIAE) questa etichetta copi il prodotto e lo spacci per proprio,magari facendolo suonare ad un gruppo che viene prodotto e supportato dalla medesima ( quindi non il gruppo realmente proprietario della demo)?
3 D // feb 20, 2009 at 2:15 am
Andrea mi permetto di risponderti io…
il tuo demo dal momento che è stato creato è subito protetto dalla legge sul diritto d’autore.
registrare un brano alla siae è solo uno dei modi in cui attestare che il brano esisteva in una certa data (utile appunto nel caso di plagio per dimostrare che magari il tuo demo esisteva prima)… però non è il solo metodo! anzi, esistono modi più convenienti… chi si iscrive alla siae, più che per il registro, lo fa per delegarla alla riscossione dei diritti di esecuzione (sensato soprattutto quando si ha un successo talmente esteso da non permettere di occuparsene direttamente)…
per fartela breve, puoi tutelarti ottenendo un documento che attesti la data di creazione del tuo demo prima di inviarlo all’etichetta o inviando a te stesso una raccomandata in plico sigillato oppure esistono servizi alternativi come quello offerto da questo sito http://www.costozero.org/wai/u2.html che ti permette con una donazione di un euro di uploadare un file zip da 10 mb e ottenere una firma digitale e una marca temporale… certamente meno dispendioso che iscriversi magari in 4 (tutti gli autori nel caso di una band) alla siae!
Poi vorrei porre una domanda a Giacomo Caliolo:
secondo te è sempre consigliabile rivolgersi a uno studio professionale a un fonico esperto per il mastering di un demo/album oppure è possibile con un set up medio da home recording ottenere risultati apprezzabili?
4 Silvestro // feb 20, 2009 at 9:05 pm
Ciao Giacomo,
Io sono un chitarrista come te e mi diverto a registrare, vorrei sapere se i veri professionisti come te registrano le chitarre a pezzetti come faccio io in casa e poi li unisco con il PC oppure se li fai tutti di seguito senza sbagliare.
Grazie
Silvestro
5 giacomo Caliolo // feb 23, 2009 at 10:55 pm
Ciao Silvestro scusa se riesco a rispondere solo ora alla tua domanda….be dipende…ci sono delle volte in cui magicamente è tutto buono alla prima…altre in cui si cuce….poi studia il tutto per bene in modo da suonarlo in maniera fluida dal vivo….in studio però bisogna fare alla svelta per cui si cuce…spesso naturalmente entro certi limiti….
6 Marco Venturi // feb 25, 2009 at 7:47 pm
Complimenti Ragazzi
Ottime dritte
Ciao Marco
7 Antonello // feb 26, 2009 at 10:24 am
Molti spunti interessanti ! Si percepisce chiaramente che Giacomo è un professionista consapevole di quello che “è stato” e di quello “che è” !
Ciao
Antonello
8 Mat // mar 3, 2009 at 10:48 am
Ciao Francesco,
grazie per l’interessante intervista. L’ho ascoltata con molta attenzione ed è sicuramente ricca di spunti: mi ha colpito molto la parte sulla distribuzione.
Giacomo è un musicista/arrangiatore/produttore “vecchia scuola”; sarebbe veramente grandioso a questo punto avere un’intervista sui medesimi argomenti a qualcuno di introdotto nel music businnes stile “nuova scuola”, per capire come una band può promuoversi tramite inetrnet e tramite etichette discografiche.
Grazie ancora.
Mat
9 admin // mar 3, 2009 at 10:51 am
Ciao Mat, infatti è proprio quello che sta per accadere!
guarda qui:
http://www.scuolasuono.com/2009/03/02/alex-billico-quello-che-i-produttori-non-sanno/
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