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Elektrodomus: “Cupio Dissolvi”: perchè desiderate morire?

dicembre 11th, 2009 · 1 Comment

Al primo ascolto non saprei proprio dove collocarli. Ottanta? Novanta? Duemila? Vintage?

 

 

Al secondo, nemmeno.

 

 

Quindi mi metto le solite cuffie nelle orecchie e comincio il viaggio con gli Elektrodomus.

 

 

Arriva cosìSudden History. Dopo la pazienza di due minuti di intro ecco che entrano le parole.

Una voce “giusta”. Un ottimo infuso di Berlino, di anni ‘80/’90, di viaggi in macchina di notte e, perchè no, di amori cibernetici.

 

 

Quindi tolgo momentaneamente le dita dalla tastiera e torno su mio lettore musicale, do uno sguardo ai titoli delle canzoni e vedo che l’ultima è una canzone dei CCCP, mi sfrego le mani e mi lascio avvolgere dalle sonorità metropolitane ed underground di “Cupio Dissolvi”.

 

 

Mi risveglio nel videogioco di 2 Capuccino Please, ipnotico. Un concentrato di psicadelia targato anni 2000. Quindi mi riassopisco immediatamente con l’aiuto soporifero di Might Have been.

 

 

Eccola che sta per arrivare, ancora qualche secondo e l’avrò tra le orecchie. Sono ansioso di ascoltare “Annarella”, un po’ per sentire come l’hanno interpretata, un po’ perchè l’ipnosi ha avuto i suoi effetti.    :)

 

 

Il “clavinet” dell’introduzione rimane lo stesso, sembra una bella maglietta stile vintage, dove la stampa rimane la stessa ma il tessuto è nuovo e profumato. Soprattutto è piacevole la dolcezza della voce che, a mio avviso, si sposa perfettamente con le parole cariche di speranza dei CCCP. Come in Sudden History le parole vengono scandite e sospirate una dopo l’altra, con la delicatezza del gentil sesso che riesce a rendere ancora più dolce il sapore del miele.    :)

 

 

“Cupio Dissolvi”, questo è il titolo dell’album degli Elektrodomus.

E’ un bel concentrato di elettronica d’annata e moderna con le voci, purtroppo non portanti in tutte le canzoni, adatte al genere. Quindi una buona miscellanea di suoni. L’orecchio si soddisfa attraversando la pista di una discoteca che talvolta ti stimola movimenti nervosi, talvolta sinuosi e sensuali.

 

 

L’immagine fruibile dallo space si sposa con il genere, cupo, due colori, necessari per ricordare le due anime distinte degli Elektrodomus: una estremamente dance e l’altra gentile e romantica. Ma comunque “Pop”.

 

 

Forse l’espressione media del “far musica nel 2000”, magari potrebbero scriverci un manuale. E questa non è una cattiveria, anzi, non è da tutti riuscire ad assemblare l’elettronica di un sinth e di un vocoder con degli strumenti classici – come il violino – e dare un senso compiuto al tutto.   :)

 

 

 

Cristian per:  http//www.ondaplugin.com

 

Plug In

 

 

 

 

Tags: Recensioni

1 response so far ↓

  • 1 Giopeee // gen 27, 2010 at 11:21 pm

    Mmm in questo blog si fa sul serio! complimenti vivissimi Francesco, credo che il tuo progetto sia una manna per molti musicisti…
    Inizierò a seguirti con molto interesse.
    Giuseppe Grancagnolo

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