Se giri attorno al mondo della musica è inevitabile sentir parlare del Mixer audio. Se sei musicista o cantante, prima o poi, ti toccherà averci a che fare, sicuramente se avete o pensate di avere un gruppo musicale o semplicemente voler, magari, solamente registrare un pezzo.
Ma cos’è il Mixer audio?
Allora, molto semplicemente è una macchina, che miscela (appunto dal nome), due o più segnali sonori(come ad esempio una chitarra e un microfono), cosi da avere un unico segnale, mono o stereo che sia, da mandare alle nostre casse audio.
Ne esistono di diverse tipologie, mixer da studio, mixer da live (utilizzati nei concerti), mixer da Dj, mixer virtuali per pc, ecc. Naturalmente ogni tipologia di macchina ha delle caratteristiche ben precise per l’uso che se ne vuole fare, ma il funzionamento di base è sempre lo stesso.
Vediamo le caratteristiche principali di un mixer audio.
E’ Formato principalmente da due parti, la parte input e la parte output.
La parte input è composta da tutti i canali d’ingresso audio del mixer, possono essere di due tipologie, entrate mic ed entrate line, rispettivamente per collegare segnali microfonici o segnali di linea (come ad esempio la chitarra oppure un lettore Mp3). Questo perché i due segnali, sono molto diversi tra di loro, è una differenza di potenza del segnale e di impedenza, ma di questo se ne parla più approfonditamente nel Corso di Recording per Musicisti di di ScuolaSuono.com.
Su ogni canale è possibile modificare il segnale in entrata, come il volume, l’equalizzazione, oppure inserire qualche effetto o processore di suono.
La parte output è composta dal master, cioè dall’uscita che verrà collegata alle nostre casse audio.
Questa è una spiegazione molto semplice di uno degli strumenti fondamentali per fare musica, (naturalmente a parte gli strumenti musicali! )
Nel Corso di Recording per Musicisti di di ScuolaSuono.comci sono ben quattro ore di tutorial sull’argomento, studiato appositamente per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo, per cui di facile comprensione ma allo stesso tempo esaustivo: con questo video, di cui pui vedere una piccola anteprima qui sotto, che potrai studiare già nel secondo mese di corso, sari in grado di capire esattamente a che cosa servono le decine di potenziometri, bottoni e faders presenti tanto sulle consoles analogiche quanto sugli emulatori digitali!
Al primo ascolto non saprei proprio dove collocarli. Ottanta? Novanta? Duemila? Vintage?
Al secondo, nemmeno.
Quindi mi metto le solite cuffie nelle orecchie e comincio il viaggio con gli Elektrodomus.
Arriva così “Sudden History”. Dopo la pazienza di due minuti di intro ecco che entrano le parole.
Una voce “giusta”. Un ottimo infuso di Berlino, di anni ‘80/’90, di viaggi in macchina di notte e, perchè no, di amori cibernetici.
Quindi tolgo momentaneamente le dita dalla tastiera e torno su mio lettore musicale, do uno sguardo ai titoli delle canzoni e vedo che l’ultima è una canzone dei CCCP, mi sfrego le mani e mi lascio avvolgere dalle sonorità metropolitane ed underground di “Cupio Dissolvi”.
Mi risveglio nel videogioco di “2 Capuccino Please”, ipnotico. Un concentrato di psicadelia targato anni 2000. Quindi mi riassopisco immediatamente con l’aiuto soporifero di “Might Have been”.
Eccola che sta per arrivare, ancora qualche secondo e l’avrò tra le orecchie. Sono ansioso di ascoltare “Annarella”, un po’ per sentire come l’hanno interpretata, un po’ perchè l’ipnosi ha avuto i suoi effetti.
Il “clavinet” dell’introduzione rimane lo stesso, sembra una bella maglietta stile vintage, dove la stampa rimane la stessa ma il tessuto è nuovo e profumato. Soprattutto è piacevole la dolcezza della voce che, a mio avviso, si sposa perfettamente con le parole cariche di speranza dei CCCP. Come in “Sudden History” le parole vengono scandite e sospirate una dopo l’altra, con la delicatezza del gentil sesso che riesce a rendere ancora più dolce il sapore del miele.
“Cupio Dissolvi”, questo è il titolo dell’album degli Elektrodomus.
E’ un bel concentrato di elettronica d’annata e moderna con le voci, purtroppo non portanti in tutte le canzoni, adatte al genere. Quindi una buona miscellanea di suoni. L’orecchio si soddisfa attraversando la pista di una discoteca che talvolta ti stimola movimenti nervosi, talvolta sinuosi e sensuali.
L’immagine fruibile dallo space si sposa con il genere, cupo, due colori, necessari per ricordare le due anime distinte degli Elektrodomus: una estremamente dance e l’altra gentile e romantica. Ma comunque “Pop”.
Forse l’espressione media del “far musica nel 2000”, magari potrebbero scriverci un manuale. E questa non è una cattiveria, anzi, non è da tutti riuscire ad assemblare l’elettronica di un sinth e di un vocoder con degli strumenti classici – come il violino – e dare un senso compiuto al tutto.
Diciamo che, come apertura di un disco, Last Nightpotrebbe essere una bella introduzione, almeno per una miriade di dischi Pop.
Questa di per sè non è un’accezione negativa anche se, a dire il vero, non mi ha entusiasmato particolarmente la melodia grata ed incerta che caratterizza il pezzo, soprattutto per quel che riguarda la parte vocale.
Poi, la riproduzione casuale di Myspace porta il lettore su RUSH HOUR IN NY.
La melodia di basso e piano inquieta, mi aspetto un colpo di scena da un momento all’altro ed infatti eccolo che arriva, come fossero dei colpi di pistola accompagnati da un riff di chitarra acido ed un sintetizzatore anni ‘80 che alzano inevitabilmente l’interesse nei confronti della band lombarda.
A questo punto cerco l’indice dei brani di “So Yeah” e decido di seguirlo per scoprirne il senso.
Il ritmo in levare e la distorsione chiusa di Little Funny Toy mi fanno battere le dita sulla scrivania e mi portano le orecchie verso sonorità decisamente più stoner mentre, quando attacca la parte vocale, mi riecheggia il modo di fare di Brian Molko. Il connubio è elegante e fresco tanto da alzare ulteriormente il livello di gradimento di “So Yeah”.
Vado avanti, Backface. Più scarna e grezza della precedente ma ancora più interessante, nonostante siano meno presenti parti elettroniche “un po’ troppo alla Muse”. Forse la migliore. E’ qui che probabilmente si sente la matrice melodica ed “arrabbiata” che può fare la differenza in un gruppo Rock, magari anche dal vivo. E sono situazioni come queste che permettono di mantenere alta la soddisfazione.
Continuo il viaggio, anzi la sosta in questo “”. Le stanze sono pulite, la ritmica è incalzante, i suoni distinti e precisi, il tutto con una bella melodia britannica.
Qualora dovessi intraprendere un nuovo viaggio nel comasco certamente sosterei nuovamente all’Egomotel.
Complessivamente il risultato di “So Yeah” soddisfa molto.
Non mi piace dare voti, fare paragoni con altri gruppi né tantomeno con in mostri sacri del Rock. Preferisco esprimere le mie sensazioni in base a quello che sento e che vedo. Ed in quest’ultimo punto gli Egomotel deludono un pochino. Al loro Space manca un po’ di personalità, i “ghirigori sixties” mi fanno pensare che starò per ascoltare del soul o del funky. Invece no. La copertina dell’album pure. Il logo mi fa pensare ad una band glam rock che sta spendendo le ultime vibrazioni delle proprie corde vocali in un night club. Ed invece no (per fortuna). Apprezzo invece le pubblicità americane anni ‘30/’40/’50 con la scritta Egomotel, ma c’entrano poco con il resto delle immagini.
Quindi, il mio consiglio è quello di fare un minimo di ordine e di pulizia comunicativa. Per noi ascoltatori/guardoni è importante.
Poi, molto convincenti le melodie pop e british (da non confondere con quelle britpop) e, altro umile consiglio, spingete sul distorsore, non solo con le chitarre ma con tutta l’intenzione, soprattutto vocale. Fate vibrare l’ugola, rendetela più calda, più sporca, anche se a pagarne il prezzo saranno le lezioni di canto.
Nel mese di ottobre ho avuto il piacere di scrivere per voi un articolo relativo ad un progetto che tutt’ora è agli esordi:
il “PROJECT WORLD JAM”
Ricordo, per chi non ha potuto leggerlo, che si tratta di un progetto che prevede brani musicali composti, arrangiati e suonati grazie alla collaborazione con alcuni musicisti che sono stati cercati, inseguiti e scovati nei quattro angoli, remoti e meno remoti, del nostro pianeta.
La “somma delle tracce” – o se preferite il mixing delle tracce audio suonate da ognuno di loro e da me – ha generato la prima song che s’intitola “Levitation over the ocean”, omaggiata ai lettori di ScuolaSuono che hanno visto e sopratutto sentito la nascita di una nuova “virtualband internazionale” dal nome devastante e devastato di:
“Notturno delinquente”
Ve li presento:
Rob_on (guitar) from New Zealand
Jun Spinner Kudo (guitar) from Japan
Steven Millhouse (keyboards and guitar) from Australia
Batteria, sequencer-campionamenti e mixaggi a cura del sottoscritto
Con interesse ho letto i vostri commenti, meritati sia nel bene che nel male.
Un sincero grazie a tutti!
La passione per la musica ed il vostro interesse mi hanno spinto a pensare di fare qualcosa di meglio se possibile e cioè condividere piu’ intensamente questa avventura sonora con voi !
……Come?………..
Ve lo spiego subito.
LA PROPOSTA
Ci troviamo sempre nel sito di ScuolaSuono?
Bene. Tra i brani in cantiere, “Truck driver” è uno di quelli che sta prendendo forma.
Ho le prime 2 tracce mixate: la mia batteria e la chitarra di un grande musicista italo-brasiliano di estrazione rock-metal-blues che è tornato in Italia da qualche anno: Filippo Baldassarini.
L’idea è questa: anzichè registrare con un bassista oltre frontiera , ”urge” che un bravo bassista italiano di
www.scuolasuono.comci metta le mani, anzi le dita ed il plettro (se lo usa).
Chi se la sente ?
Sì, avete capito bene: sto indicendo una gara all’ultimo sangue, anzi no, all’ultima corda
Scherzo, ma spero che tra voi ci sia davvero qualcuno che, stimolato dalle note della song, decida di partecipare!
Il brano, con la traccia del bassista che avremo scelto, finira’ in Giappone dove Jun spinner Kudo (chitarra solista) registrerà la sua parte.
COSA FARE ?
Clicca qui per ascoltare la song. Per scaricarla vai col tasto destro del mouse su “Clicca qui” e seleziona “Salva destinazione con nome”.
Ti è piaciuta? Allora invia il tuo provino a Scuolasuono in formato mp3 : non mixare con la song la tua traccia, fallo fare a noi per farci avere la tua parte, la cosa migliore è crearti un account sul sito http://www.mediafire.com (servizio di hosting gratuito per uploadare file e condividerli nel web), uploadare il file e segnalarne il link rispondendo commentando questo stesso articolo.
Tieni d’occhio le pagine di Scuolasuono.com su cui verrà comunicato il nome del “nuovo” bassista del Notturno Delinquente che potresti essere proprio tu!